Global Warming Potential (GWP): un approfondimento

Il cambiamento climatico è un topic che ha raggiunto ormai centralità nel dibattito internazionale, soprattutto in riferimento all’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Il Global Warming Potential (GWP) è uno degli strumenti più importanti usati per la valutazione dell’impatto ambientale da parte delle sostanze climalteranti. In pratica, è un indice che serve a comprendere quanto un gas incida sul riscaldamento globale e quanto quest’ultimo sia capace di trattenere il calore nell’atmosfera in uno specifico arco temporale. 

Scopriamo meglio il suo impiego in ambito specifico e industriale. 

Cos’è il Global Warming Potential (GWP)

Il GWP è un indice sviluppato con il proposito di mettere a confronto l’effetto serra generato da differenti gas rispetto all’anidride carbonica (CO₂), che è da sempre usata come riferimento standard e ha un valore assegnato pari a 1. Nel caso in cui un gas abbia un GWP di 25, significa che l’impatto sul riscaldamento globale è di 25 volte superiore.

Il Global Warming Potential (GWP) si ottiene con un calcolo che considera soprattutto due fattori:

  • la capacità del gas di assorbire la radiazione infrarossa; 
  • il tempo di permanenza del gas nell’atmosfera. 

Di solito, il GWP si misura su periodi di tempo che vanno dai 20, 100 fino ai 500 anni. Ciononostante, il parametro più usato nelle normative internazionali è a 100 anni.

Il cambiamento climatico è un topic che ha raggiunto ormai centralità nel dibattito internazionale, soprattutto in riferimento all’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Il Global Warming Potential (GWP) è uno degli strumenti più importanti usati per la valutazione dell’impatto ambientale da parte delle sostanze climalteranti. In pratica, è un indice che serve a comprendere quanto un gas incida sul riscaldamento globale e quanto quest’ultimo sia capace di trattenere il calore nell’atmosfera in uno specifico arco temporale. 

Perché il GWP è importante

Il ruolo del GWP ha un significato essenziale al fine di valutare in modo corretto l’impatto ambientale delle attività industriali e dei processi produttivi, questo perché ovviamente non tutti i gas serra hanno lo stesso effetto sul clima terrestre.

Il GWP agisce su più fronti, in quanto permette di: 

  • monitorare le emissioni; 
  • definire le politiche ambientali; 
  • sviluppare tecnologie sostenibili possibili; 
  • migliorare l’efficienza energetica; 
  • rispettare gli obiettivi climatici a livello internazionale. 

I principali gas serra e il loro GWP

Nella lista dei principali gas serra che il Global Warming Potential (GWP) monitora, abbiamo:

Anidride carbonica (CO₂)

La CO₂ è, come abbiamo visto, il gas di riferimento per il calcolo del GWP e ha un valore pari a 1. Viene prodotta soprattutto dai combustibili fossili, così come dai trasporti e dai vari processi industriali.

Metano (CH₄)

Il metano, rispetto alla CO₂, ha un valore ben più elevato.  Infatti, è stato calcolato che in un periodo di 100 anni abbia un potenziale di riscaldamento globale valutato addirittura circa 27-30 volte superiore. In questo caso, le sue principali fonti di emissione sono le discariche, l’estrazione di gas naturale e gli allevamenti.

Protossido di azoto (N₂O)

Il gas in questione ha un GWP che tocca vette ben più alte: circa 270 volte superiore alla CO₂. Viene emesso in genere dalle attività agricole e dall’impiego di fertilizzanti chimici.

Gas fluorurati

Gli impianti di refrigerazione e condizionamento conoscono bene i gas fluorati, così come i processi industriali. I valori di GWP qui possono avere un potenziale migliaia di volte superiore alla CO₂.

 

Global Warming Potential (GWP) e normativa ambientale

Nei tempi più recenti, le politiche climatiche internazionali hanno messo al centro dei loro dibattiti il concetto di Global Warming Potential (GWP). L’obiettivo di organizzazioni e governi è quello di sfruttare questo parametro per incentivare l’adozione di tecnologie più sostenibili che riducono l’impatto sull’ecosistema. 

Sia L’Unione Europea che il Protocollo di Kyoto, così come gli accordi promossi dalle Nazioni Unite, puntano sul GWP per quantificare le emissioni complessive dei vari Paesi, muovendosi verso la limitazione dei gas fluorurati con i valori più pericolosi.

Sulla base di questi provvedimenti, le aziende non possono esimersi dal monitorare ancora di più la propria impronta carbonica e dal ridurre le emissioni con alto GWP. Un modus operandi molto importante per i settori della refrigerazione, energia, chimica e dei trasporti.

 

Conclusione

Il Global Warming Potential (GWP) è lo strumento grazie al quale è possibile capire e confrontare l’impatto dei diversi gas serra sul clima del nostro pianeta Terra. In un contesto globale che cerca di orientarsi verso la sostenibilità, promuovere scelte tecnologiche e industriali più responsabili è la prerogativa base da cui partire. 

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