Pensi di essere in una botte di ferro, con ingredienti dalla qualità indiscutibile e un servizio eccellente, ma dietro l’angolo potrebbe tenderti un agguato un elemento che in troppi sottovalutano: la produzione di ghiaccio nei locali.
Immagina il drink perfetto che si trasforma in una delusione semplicemente perché il ghiaccio non è quello giusto.
Risultato? La bevanda cambia gusto, l’esperienza del cliente cala a picco.
Ecco spiegato il motivo per il quale conoscere la regola d’oro per scegliere quello giusto è un aspetto salvavita per bar, ristoranti, hotel e qualsiasi attività nel mondo Horeca.
Quali sono le caratteristiche da considerare per produrre il ghiaccio nei locali perfetto?
Quando si parla di ghiaccio nei locali, esiste una triade specifica da prendere in considerazione per scegliere bene e ridurre al minimo il margine d’errore:
- Durata
- Raffreddamento
- Diluizione.
A seconda del caso specifico, non si può mai prescindere dal considerare la risposta a questi parametri. A fare la differenza, in un ambito professionale, è proprio questo.
Entriamo nel vivo dell’argomento, analizzandoli singolarmente tutti e tre.
Durata: quanto deve resistere il ghiaccio nel bicchiere
Il primo fattore, che talvolta fa la differenza nel 90% dei casi, è la durata del ghiaccio. Immagina la seguente situazione: viene servito un gin tonic al tavolo, il cliente chiacchiera, si distrae, magari si allontana qualche minuto dalla postazione. Ritorna al tavolo per sorseggiare il suo drink e il ghiaccio non adeguato ha fatto il danno. Ecco perché conoscere a fondo le tipologie professionali di ghiaccio (link all’articolo precedente) aiuta intanto ad evitare il problema dall’inizio.
Se sai che quel drink deve durare o è fatto a posta per essere consumato subito, allora cambia anche la scelta di selezione che dovrai fare. Per mantenere la durata, hai di certo bisogno di un ghiaccio in grado di mantenere stabilità fino all’ultimo sorso.
Raffreddamento: a quale velocità serve il freddo
Il secondo fattore riguarda la velocità di raffreddamento. Altra situazione tipo frequente a cui fare riferimento: il bancone è pieno di ordini, si ha necessità di servire velocemente i drink e trasmettere al cliente in tempi ristretti la sensazione di freschezza da percepire non appena inizia a sorseggiare il suo drink.
In questo caso, il raffreddamento della bevanda dovrà quindi essere immediato, diverso se invece le condizioni sono di altro tipo e il freddo deve invece mantenersi nel tempo. Due esigenze diverse, due tipi di ghiaccio altrettanto diversi da usare.
Diluizione: il fattore che può rovinare o salvare un drink
L’ultimo fattore, la diluizione, è quello più insidioso che in tante occasioni riesce a rovinare anche i risultati in apparenza facili da chiudere in positivo. Si deve partire subito dalla prerogativa, banale ma da non dare per scontata, che il ghiaccio quando si scioglie raffredda ma aggiunge acqua. La resa, quindi, è facile da immaginare: il drink ha un buon inizio ma perde intensità e sapore mentre passa il tempo.
Ecco, ci sono cocktail che tollerano la diluzione, altri invece per niente. A ragione di questa realtà, è necessario prestare attenzione a questo fattore sin da subito.
Conclusione
Conoscere quanto il ghiaccio nei locali possa fare la differenza influenzando la qualità del servizio, l’esperienza del cliente e la reputazione del locale è la vera regola d’oro per fare delle scelte consapevoli e adatte alla circostanza. Il ghiaccio non è solo un dettaglio ma un elemento strategico, un vero e proprio ingrediente nel mondo del beverage.
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